La FISE sostiene lo sciopero internazionale dei portuali: «Non lavoriamo per la guerra». 30-10-2026

Martedì 27 ottobre 2026

ITALIEN, VENERDÌ 30 OTTOBRE 2026 – SCIOPERO

INTERNAZIONALE DEI PORTUALI

Sotto lo slogan “NON LAVORIAMO PER LA GUERRA”

I portuali di oltre 100 scali in Europa, Americhe, Asia e Africa ci impartiscono

la lezione più preziosa per le nostre aule scolastiche:

una lezione di pace, amicizia e solidarietà tra i popoli,

contro i profitti e le guerre di pochi! Lottiamo al loro fianco!

Cari colleghi,

quella che si terrà venerdì 30 ottobre non è una comune mobilitazione di categoria, bensì un evento senza precedenti, almeno negli ultimi decenni. I portuali di oltre 100 porti in quattro continenti – in Grecia, Turchia, Italia, Francia, Cipro, Stati Uniti, Slovenia, Marocco, Spagna, Svezia, India, Irlanda, Germania, Messico, Argentina, Brasile, Uruguay e altrove – rafforzano la loro azione congiunta sotto lo slogan: “Non lavoriamo per la guerra! Porti al servizio dei popoli e della pace! No alle basi imperialiste!”.

Centinaia di sindacati del settore metalmeccanico e dei comparti affini si uniranno a loro nello sciopero.

La Federazione Mondiale dei Sindacati degli Insegnanti (FISE) sostiene questa importante iniziativa e questa grande battaglia. Insieme a loro, rafforziamo la nostra lotta comune contro le guerre, la militarizzazione dei porti e il loro utilizzo per il trasporto di equipaggiamenti militari. Allo stesso tempo, combattiamo al loro fianco per ottenere un lavoro dignitoso e tutelato, aumenti salariali significativi e un’istruzione che si svolga in scuole sicure e moderne per tutti i bambini. Si tratta, in altre parole, di tutto ciò che viene sacrificato sull’altare dell’economia di guerra e dei profitti.

Il 30 ottobre intensifichiamo la nostra lotta, costruendo un muro di resistenza contro lo Stato di Israele, autore di massacri, e contro le guerre scatenate per garantire i profitti delle potenze imperialiste. Venerdì 30 ottobre può e deve diventare una causa che ci riguarda tutti!

Noi, i popoli, non abbiamo nulla che ci separi. Come lavoratori, non abbiamo nulla da guadagnare dal massacro di altri popoli. È giunto il momento di riconoscere la nostra forza. Ognuno di noi, individualmente e collettivamente – attraverso i nostri sindacati – deve assumersi la propria parte di responsabilità.

I lavoratori portuali hanno dichiarato: “Il 30 ottobre possiamo bloccare la movimentazione di merci per un valore di quasi 2 miliardi di dollari”. Questa affermazione offre ai nostri studenti, nelle scuole e nelle università, una lezione preziosa su chi sia la vera forza motrice.

Proprio come i lavoratori del settore marittimo bloccano i carichi militari, noi insegnanti abbiamo il dovere di “bloccare” le narrazioni utilizzate – in molti Paesi e in tutti i continenti – per preparare gli studenti alla guerra e trasformarli in “carne da cannone”.

Ispirati dalla loro presa di posizione, rafforziamo la nostra lotta contro le guerre imperialiste e le loro conseguenze, che stiamo già subendo duramente in ambiti come l’istruzione, la sanità, l’abitazione e l’accesso ai beni essenziali. Sosteniamo le imponenti manifestazioni popolari che vedono coinvolti migliaia di studenti e insegnanti in Francia, Spagna, Italia, Belgio e altrove; manifestazioni che sfidano le politiche orientate al profitto e ai preparativi bellici, così come i governi europei che sacrificano l’istruzione e i diritti delle giovani generazioni sull’altare dei profitti delle multinazionali.

Il 30 ottobre, rafforziamo la lotta dei lavoratori del settore marittimo! Nessun coinvolgimento dei porti nei piani di guerra! Rafforziamo la battaglia per l’istruzione, il lavoro e una vita dignitosa, garantita da diritti certi!

Con saluti militanti,

Per la Segreteria Generale della Federazione Mondiale dei Sindacati degli Insegnanti (FISE)

Affiliata alla Federazione Sindacale Mondiale (FSM)

Segretario Generale: Drissi Abderrazzak